I simboli di Milano: il biscione

Emblema della casata nobiliare dei Visconti, è uno dei simboli più famosi del nostro capoluogo

 

Oggi, unitamente alla Madonnina e alla Croce di San Giorgio, è indiscutibilmente uno dei simboli del nostro capoluogo. Stiamo parlando del biscione visconteo.


Il biscione (el bisson in meneghino) è un simbolo araldico ben noto e diffuso nell’iconografia continentale e, nella sua raffigurazione più comune, è rappresentato con la testa coronata nell’atto di ingoiare un uomo con le sue fauci.


Esso è assunto come stemma familiare dai Visconti a partire dall’XI secolo; divenuti signori di Milano nel 1277, trasmisero il simbolo all’intera città.


Gli storici ancora oggi non concordano sull’esatta origine del simbolo, non si è ancora potuto dimostrare, infatti, se i Visconti adottarono un simbolo che era già presente in città, forse come stemma dei Capitani del Comune, o se furono loro ad imporlo, una volta preso controllo di Milano.

Con l'avvento degli Sforza, imparentatisi con i Visconti, che succedettero loro alla guida dello Stato milanese, il biscione fu mantenuto come simbolo della nuova casa ducale e rimase a rappresentare lo Stato milanese anche sotto i sovrani spagnoli e del Sacro Romano Impero fino all'avvento dell'era napoleonica e alla sua soppressione. Il biscione fu poi riutilizzato nello stemma del Regno d'Italia napoleonico e, infine, inquartato al leone di San Marco, nello stemma del Regno Lombardo-Veneto.


Sulla sua origine si sono sviluppate diverse teorie: alcuni lo hanno messo in relazione con il serpente di bronzo di Mosè, il Nehustan, una cui copia (da molti milanesi ritenuta invece autentica) si trova su un capitello nella basilica di Sant'Ambrogio. Alcune leggende affermano che il capostipite dei Visconti assunse questo stemma o strappandolo ad un infedele che aveva ucciso durante le Crociate, oppure dopo aver ucciso il drago Tarantasio. Altri ancora vi rivedono la storia del profeta Giona, a volte rappresentato nell’essere ingoiato da un serpente marino.

Una altra versione sostiene che Azzone Visconti, non essendo stato morso da un serpente che si era infilato nel suo elmo, decise, come emblema di buon auspicio, di adottare il serpente come simbolo araldico.


Non mancano, inoltre, richiami e presenze letterarie per il biscione: nel XIV secolo il poeta forlivese Giacomo Allegretti scrisse un carme sulla "bissa milanese" e anche Dante, nella Commedia, parla di una “vipera che il Melanese accampa”.


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Quale che sia la sua esatta origine rimane un mistero dunque. Ciò non ha tuttavia impedito che il biscione diventasse iconicamente legatissimo alla città di Milano. È oggi infatti protagonista in moltissimi marchi celebri come, ad esempio, quello della casa automobilistica Alfa Romeo e della società Fininvest, oltre che essere uno dei simboli storici dell'Inter, nonché uno dei più utilizzati dai suoi tifosi.










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