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  • S. B. Galli: Regionalismo differenziato rappresenta opportunità per intero Paese.

    Regionalismo differenziato rappresenta opportunità per intero Paese. A dirlo è l’Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia Stefano Bruno Galli “Non è questo il modo di condurre e sviluppare il dibattito su un tema così importante come quello del regionalismo differenziato e dell’autonomia anche della Lombardia. Non si può alimentare una discussione pubblica facendo leva su argomenti del tutto infondati”. Lo afferma Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e alla Cultura della Regione Lombardia, intervenendo nel dibattito sull’Autonomia dopo il ‘question time‘ di mercoledì 15 giugno alla Camera. Strumentalizzazione e confusione “Si stanno strumentalizzando, confondendo e mischiando ad arte dei concetti importanti – prosegue Galli – per generare polveroni inutili e buttare la palla in tribuna. La realtà delle cose è un’altra. Il regionalismo differenziato rappresenta invece un’opportunità per l’intero Paese. Innovazione istituzionale, efficienza e responsabilità: solo così, con l’autonomia differenziata, il sistema si dimostrerebbe dinamico e moderno, capace di adattarsi al mutamento in atto, pena l’esclusione dalla storia”. Non è una secessione dei ricchi “Non è la secessione dei ricchi, che nessuno vuole. Tutti – aggiunge l’assessore all’Autonomia – vogliamo la più rapida determinazione dei fabbisogni standard e dei LEP. Ma sono 13 anni che aspettiamo. E non possiamo neppure continuare a frustrare le istanze di territori interi e di milioni di cittadini che si sono già espressi, ormai quasi cinque anni fa, con una procedura democratica e partecipativa, quale il referendum consultivo territoriale del 22 ottobre 2017 in Lombardia e Veneto”. Autonomia e regionalismo differenziato della Lombardia “Definire l’autonomia, per altro costituzionalmente garantita – conclude l’assessore Stefano Bruno Galli – come la secessione dei ricchi significa negare il cambiamento e l’innovazione, alimentare le paure e tradire lo stesso spirito costituzionale. Dire che la spesa storica avvantaggerebbe le regioni del Nord è del tutto privo di fondamento scientifico. E ciò perché la spesa storica ha sempre premiato chi spendeva di più e peggio, non certo le Regioni più virtuose e più efficienti. L’auspicio è che il dibattito sull’autonomia abbandoni le strumentalizzazioni ideologiche e rientri nei binari della serietà e della competenza. Senza inutili proclami demagogici. Sarebbe anche ora”.

  • 29 maggio - Festa della Lombardia

    Oggi si celebra la Festa della Lombardia, la data che commemora il 29 Maggio del 1176 quando l'esercito dei comuni della Lega Lombarda — circa 15.000 uomini condotti dal console di Milano Guido da Landriano — sconfiggeva nella battaglia di Legnano l'esercito dell'imperatore Federico I Barbarossa. Ripercorriano insieme le fasi di quella celebre battaglia che fece grande il nome dei Lombardi. IL CONTESTO Il Barbarossa, — che era calato in Italia non dal Brennero, bloccato dalla Lega Lombarda, ma attraverso i valichi presidiati dal Conte di Savoia Umberto III il Beato, suo alleato — dopo una campagna iniziata bene, aveva subito un grave scacco ad Alessandria, che non era capitolata nonostante un duro assedio. Era quindi riparato nella fedele Pavia, da poco saccheggiata dall'esercito della Lega, nella convinzione di poter trovare comunque un accordo con i ribelli. Durante le trattative l'Imperatore aveva pensato, a un certo punto, che l'intesa fosse vicina e aveva pertanto licenziato la maggior parte del suo esercito: le trattative però erano fallite e nel Maggio del 1175 gli eserciti si erano nuovamente approntati alla guerra. I RINFORZI MANCATI Accortosi dell'errore compiuto nel privarsi anzitempo di parte delle sue forze, il Barbarossa era risalito con 1.000 cavalieri a Chiavenna, ove tra il Gennaio e il Febbraio del 1176 aveva incontrato il cugino Enrico il Leone e altri feudatari, chiedendo rinforzi per la prosecuzione della sua campagna d'Italia. Al diniego del cugino, Federico si era rivolto alla moglie, Beatrice di Borgogna, e ai vescovi di Colonia e Magdeburgo, che gli avrebbero inviato i richiesti rinforzi, anche se non nel numero che avrebbe ottenuto se il cugino lo avesse sostenuto. Il Barbarossa si era quindi spostato a Bellinzona per attendere le truppe, che però — al loro arrivo — si erano rivelate per numero di molto inferiori alle aspettative, trattandosi di soli 2.000 cavalieri. Con 3.000 uomini in tutto era quindi sceso lungo la sponda sinistra del Ticino, spostandosi verso l'Olona all'altezza di Legnano, al fine di raggiungere il prima possibile il resto del suo esercito a Pavia. LO SCONTRO Presso Legnano, il Barbarossa era stato intercettato da metà dell'esercito della Lega Lombarda, che — ritenendo favorevoli le condizioni — aveva deciso di attaccare senza attendere altri quindicimila armati in arrivo, pur di agire prima che le forze del Barbarossa si riunissero. LE FORZE IN CAMPO A dispetto della disparità numerica, l'entità dell'esercito tedesco era di tutto rispetto, essendo formato interamente da militari di professione: solo 3.000, ma esperti e preparati. L'esercito della Lega, invece, era costituito principalmente da milizia cittadina: uomini reclutati per la necessità. Dato l'elevato costo del destriero e dell'armatura, i militi a cavallo — che a Legnano erano circa 3.000 su 15.000 — avevano un'estrazione sociale elevata, mentre i fanti erano perlopiù contadini e cittadini provenienti dalle basse classi sociali. LA SORPRESA DEL BARBAROSSA L'esercito della Lega, quindi, si era mosso da Milano, attestandosi a Legnano, sulla sponda destra dell'Olona, attendendo l'arrivo dell'esercito tedesco da Nord, da Castellanza. Quel giorno, invece, il Barbarossa — che aveva passato la notte precedente a Cairate — sorprese i lombardi giungendo da Ovest, da Borsano, obbligando le truppe comunali a resistere intorno al Carroccio con la strada di fuga sbarrata dall'Olona. LA MOSSA DELLA CAVALLERIA MILANESE Un'avanguardia di 300 cavalieri tedeschi fu intercettata da 700 militi a cavallo lombardi in perlustrazione a circa tre miglia da Legnano: la cavalleria della Lega, in superiorità numerica, decise di attaccare, ma tosto giunse il Barbarossa, che caricò con il resto dell'esercito e sbaragliò rapidamente la cavalleria milanese, che decise di ritirarsi verso Milano, lasciando soli i fanti che erano a Legnano, a difesa del Carroccio. LA DIFESA DEL CARROCCIO Il Barbarossa decise quindi di attaccare fino in fondo, puntando al Carroccio, che era difeso solo dalla fanteria e da un esiguo numero di milizie a cavallo. Disposti a semicerchio su tre o forse quattro o cinque schiere, lungo un fronte di meno di due miglia, i fanti della Lega rimasero saldi a difesa del loro Carroccio, con un muro di scudi e le lance protese: così schierati resistettero per ore e ore ai continui assalti dei cavalieri tedeschi, che riuscirono a sbaragliare solo le prime linee, non l'ultima a ridosso del simbolo stesso della Lega. I RINFORZI LOMBARDI Nel frattempo, la cavalleria comunale in ritirata verso Milano aveva incontrato il resto dell'esercito lombardo in movimento verso Legnano: riunite così le forze, i lombardi si mossero per soccorrere le ultime schiere di fanti rimaste a difesa del Carroccio. Con un'abile manovra di aggiramento, attaccarono alle spalle i cavalieri tedeschi, già stanche per i numerosi assalti compiuti. Con l'arrivo dei rinforzi, anche i fanti intorno al carro comunale passarono alla controffensiva. L'ULTIMA MISCHIA E IL DISASTRO Il cuore della battaglia era ormai intorno al Carroccio e il Barbarossa, con il suo consueto coraggio, si gettò nella mischia per incoraggiare i suoi; nel fervore della battaglia, tuttavia, venne disarcionato dal suo cavallo ferito e sparì alla vista dei combattenti. I cavalieri tedeschi, circondati, si persero d'animo e cercarono di resistere fino a sera per poi, al termine dello scontro, ripiegare per rifiatare e riorganizzarsi, ma il loro tentativo di raggiungere il Ticino passando da Dairago e Turbigo non ebbe fortuna: furono inseguiti dalle truppe della Lega per otto miglia e le acque del fiume furono il teatro delle ultime fasi della battaglia, che si concluse con la cattura e l'uccisione di gran parte dell'esercito imperiale e con il saccheggio del campo militare del Barbarossa a Legnano. IL DESTINO DEL BARBAROSSA L'imperatore in un primo tempo fu creduto morto, ma nessuno trovò il corpo. Aveva trovato in realtà scampo nelle acque del Ticino, da cui — abile nuotatore — sarebbe riapparso alcuni giorni più tardi, presso la fedele Pavia. ULTERIORI SVILUPPI Pur avendo subito il disastro tattico e un grave scacco strategico, il Barbarossa sarebbe riuscito a recuperare sulla Lega Lombarda grazie alla diplomazia, concludendo già nello stesso 1176 una pace separata col Papa, bisognoso del riconoscimento imperiale, e in seguito con alcune città della Lega: nel 1177 Cremona e Tortona. Nel 1180 avrebbe deposto il cugino Enrico il Leone, privandolo dei suoi ducati, mentre nel 1183 la Pace di Costanza gli avrebbe consentito di imporre ai comuni lombardi il riconoscimento imperiale. Il progetto assolutistico imbastito al tempo della Dieta di Roncaglia, con cui si era proclamato "legibus solutus", superiore alla legge, ne sarebbe risultato irrimediabilmente compromesso, ma egli avrebbe comunque recuperato il controllo sulla Pianura Padano-Veneta, ponendo fine all'anarchia che, prima del suo intervento, aveva consentito ad alcuni comuni di spadroneggiare su altri.

  • La Lombardia è la migliore regione per investire in Italia

    Imprese: Lombardia regione piu' attrattiva, oltre cinque miliardi di investimenti nell'ultimo quinquennio Milano, 18 mag - (Nova) - La Lombardia si conferma la Regione piu' attrattiva d'Italia e tra le principali in Europa. Numeri importanti, considerando gli ultimi cinque anni, contando anche i potenziali nuovi posti di lavoro creati, 13.673, e i possibili investimenti generali 5,785 miliardi di euro. In questo lasso di tempo i progetti di investimento in Lombardia si attestano a 296 su un dato nazionale pari a 705. Una chiara tendenza di crescita con un passaggio da 59 progetti nel 2018 a 86 nel 2021, con un'unica diminuzione registrata solo nel 2020, l'anno della pandemia sanitaria; tra l'altro si e' trattato di un calo solo del numero dei progetti, ma non del valore, che nel 2020 e' salito a 1,78 miliardi di euro a fronte di 1,28 miliardi di euro del 2019. Questi dati sono stati presentati oggi nell'ambito dell'evento "Invest in Lombardy forum", conferenza ospitata a Palazzo Lombardia in cui si e' affrontato il tema dell'attrarre nella Regione gli investimenti esteri. A prendervi parte, oltre all'assessore allo sviluppo economico della Regione Giudo Guidesi e gli di esponenti Unioncamere Lombardia, il sistema camerale lombardo, Promos Italia e Confcommercio Lombardia, ha parlato in collegamento video anche il ministro allo sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Il progetto Invest in Lombardy, a cui la Regione lavora proprio insieme a Unioncamere e Promos Italia, e' finalizzato a creare le migliori condizioni a supporto dell'attrattivita' del territorio lombardo e degli investimenti diretti esteri in Lombardia. A questo si aggiunge un'altra iniziativa strategica, chiamata AttraCT, grazie alla quale si e' sviluppato, a partire dal 2017, un percorso di coinvolgimento dei Comuni lombardi nella mappatura di opportunita' insediative a disposizione degli operatori per iniziative di investimento industriale e/o immobiliare. Con l'ausilio di questi nuovi strumenti la Regione Lombardia, insieme agli altri partner, sempre nel periodo 2018-2022 ha assistito circa 400 imprese interessate a sviluppare progetti imprenditoriali in Lombardia. Gli investitori provengono da diverse aree del mondo: USA, Francia, Germania, Regno Unito, tra i primissimi, ma anche Asia in particolare con Giappone, Corea e india. Assistenze che stanno portando importanti benefici sul territorio lombardo: prendendo in esame le 20 aziende assistite dal team regionale che hanno finalizzato l'apertura in Lombardia (o ufficializzato l'avvio del progetto) nel triennio 2019-2021, si stima un valore degli investimenti attesi di 128 milioni di euro e un impatto occupazionale di oltre 860 unita'. Un altro dato significativo e' quello relativo alla resilienza delle filiere lombarde: l'industria in Lombardia ha dimostrato la migliore performance d'Italia, consolidando il posizionamento dell'attivita' produttiva oltre i livelli pre-Covid: la produzione industriale lombarda ha chiuso il 2021 in crescita del 15,6 per cento sul 2020 e un +4,3 per cento sul 2019. Inoltre, con riferimento alle assistenze piu' mature attualmente gestite dal team di Invest in Lombardy, si puo' stimare che nei prossimi 24-36 mesi oltre 30 imprese potranno finalizzare un progetto in Lombardia, con un valore atteso degli investimenti di 1.530 milioni di euro e un impatto occupazionale stimato in quasi 3.000 unita'. Numeri importanti sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo se si considera la distribuzione settoriale molto diversificata. Dalla messa online del sito si registrano 152 manifestazioni d'interesse accertate, originate attivamente dalle proposte effettuate dal team di assistenza e/o generate spontaneamente dagli operatori che hanno utilizzato la piattaforma di ricerca online, all'interno delle quali si sono concretizzate 16 operazioni di vendita/affitto, che hanno riguardato sia operatori italiani che esteri.

  • Guido Guidesi: “L’autonomia fiscale per la Lombardia vuol dire equità in Europa”

    L’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia Guido Guidesi ha manifestato il suo entusiasmo per i risulti positivi ottenuti dall’amministrazione nel quarto trimestre del 2021, soffermandosi poi però anche sulle oggettive difficoltà derivanti dal nuovo scenario di guerra in Europa e riportando al centro del dibattito il tema dell’autonomia fiscale per la Lombardia. Guido Guidesi sulla locomotiva Lombardia e l’autonomia fiscale In questo quadro, l’attrazione degli investimenti si conferma un punto di forza della Lombardia, sia rispetto al fenomeno del reshoring già in atto sia, forse a maggior ragione, nel nuovo scenario di instabilità geopolitica che si è purtroppo manifestato. E non a caso i risultati si sono già visti. In particolare dall’esito dei due anni di attività del Programma AttrAct e del servizio di assistenza alle imprese di Invest in Lombardy. La Regione ha selezionato una serie di assistenze prestate nell’ambito del programma AttrAct/Invest in Lombardy ad operatori esteri che hanno avviato dei progetti di investimento in Lombardia negli ultimi 24 mesi o che hanno in programma progetti di investimento nei prossimi 12-36 mesi. Per ogni progetto d’investimento supportato attivamente dal team sono stati calcolati – grazie ai dati raccolti nel corso dell’assistenza o dichiarati dall’azienda assistita – l’impatto occupazionale e l’investimento attesi. Ebbene, stiamo parlando di 19 progetti negli ultimi 24 mesi per 118 milioni di euro di investimenti con 834 nuovi occupati; mentre per i prossimi 12-36 mesi si attendono altri 32 progetti, contesto permettento naturalmente, con 1,5 miliardi di investimenti attesi e quasi 3000 nuovi posti di lavoro create. Da sottolineare l’eterogeneità della provenienza dei 319 investitori stranieri finora assistiti. Dagli Stati Uniti all’India, alla Cina, al Giappone, alla Turchia oltre ad alcuni dei partner europei più rilevanti: Francia, Regno Unito, Germania, Belgio e Austria. Per quanto riguarda i settori di appartenenza, le società supportate dal team di AttrAct-Invest in Lombardy hanno una distribuzione settoriale molto diversificata. Tuttavia, è bene evidenziare che alcuni comparti come quello manifatturiero (nel complesso dei sottosettori ad esso appartenenti) e dei servizi alle imprese (advisory, banking & finance) contano un numero maggiore di aziende assistite, a riprova della buona capacità attrattiva della Lombardia per quei settori che si sviluppano soprattutto nei territori con un tessuto economico solido e strutturato, ricco di imprese. Altrettanto significativi sono i numeri relativi al settore immobiliare (anche in virtù della partecipazione di Regione Lombardia alla più importante fiera mondiale del real estate, il Mipim di Cannes, fonte di numerosi contatti con investitori del settore). Interessante evidenziare che, al di fuori di alcuni settori specifici, gli investitori non indicano una preferenza rispetto a una Provincia in particolare all’interno della Regione; segno della forte attrattatività che il territorio riesce a esprimere uniformemente, grazie a un tessuto economico percepito come solido e di grande valore, in particolare nel comparto manifatturiero. Un’oggettiva efficacia va dunque riconosciuta alla piattaforma digitale, www.investinlombardy.com su cui vengono inserite e promosse le opportunità di insediamento e i progetti di investimento attraverso azioni specifiche e mirate in occasione di iniziative di promozione su scala nazionale e internazionale come eventi, meeting, conferenze, convegni, fiere, campagne di comunicazione ed editoria, tutte azioni realizzate in collaborazione con Promos Italia, con il Sistema Camerale lombardo e nella collaborazione istituzionale tra Regione Lombardia e gli enti della diplomazia economica italiana ed estera. È un servizio di supporto operativo di presa in carico dei progetti di investimento e di coordinamento delle procedure autorizzative, anche attraverso l’attivazione della casella di posta elettronica dedicata info@investinlombardy.it. Le imprese e gli investitori hanno così un unico punto di riferimento e ricevono un supporto su misura e continuativo, sia nella fase iniziale sia nella fase di maturazione del progetto. Una decisione che fa direttamente seguito alla creazione del Gruppo di Lavoro Interdirezionale – Attrazione degli investimenti e internazionalizzazione per la ripresa economica. L’obiettivo del Gruppo di Lavoro, che si configura come struttura interna a Regione Lombardia è quello di garantire un efficace e maggior coordinamento tra le diverse Direzioni regionali e tutte le Pubbliche Amministrazioni competenti nei procedimenti autorizzativi, al fine di ridurre le tempistiche delle procedure, snellire i processi e creare un contesto più favorevole agli investimenti in Lombardia, cercando di rispettare i tempi dei piani economici degli investitori. Una Regione che però secondo l’assessore allo Sviluppo Economico “ha ancora molte potenzialità inespresse a causa della diversa fiscalità rispetto ad alcune importanti regioni europee che, a differenza nostra, godono dell’autonomia fiscale, con sostegni alle imprese sei volte quelli che possiamo prevedere noi», una situazione che secondo Guidesi può essere definita come “una sorta di concorrenza sleale per le nostre imprese, una situazione non più tollerabile soprattutto in un momento così delicato”. Per questo l’auspicio di Guidesi è che “l’Unione Europea abbia come obiettivo l’economia reale ed il lavoro. Per pensare al reshoring e al manifatturiero è bene che le regioni più produttive d’Europa si scambino i propri valori aggiunti nelle stesse condizioni fiscali e di competenze territoriali. L’autonomia per la Lombardia vuol dire equità in Europa”.

  • La nascita della Lega Autonomista Lombarda

    38 anni fa, il 12 aprile del 1984, nasceva la Lega Autonomista Lombarda: il più grande movimento politico del dopoguerra che ha messo la Lombardia al primo posto, facendo aprire gli occhi a molti cittadini lombardi e riuscendo a imporre prima su scala regionale e poi su scala nazionale il tema dell'autonomia e del federalismo. La Lega Lombarda nacque dalla volontà di Umberto Bossi e poi nel 1991 si federò insieme ad altri movimenti autonomisti delle regioni padane nella Lega Nord. Il resto è storia, per alcuni gloriosa e per altri deleteria. A prescindere dalle considerazioni di ognuno, noi saremo sempre grati a chi ha impiantato nella mente dei lombardi il seme della Libertà. Chi frequenta questa pagina, volente o nolente, è figlio della Lega Autonomista Lombarda! Per celebrare questo importante anniversario, vi proponiamo il manifesto politico di quel movimento che contiene ancora oggi tanti spunti di estrema attualità. Ora come allora: Lombardia Libera!

  • 7 aprile 1167. Il Giuramento di Pontida

    "Or ecco," dice Alberto di Giussano, "ecco, io non piango più. Venne il dì nostro, o milanesi, e vincere bisogna. Ecco: io m’asciugo gli occhi, e a te guardando, o bel sole di Dio, fo sacramento: diman da sera i nostri morti avranno una dolce novella in purgatorio: e la rechi pur io!" Ma il popol dice: "Fia meglio i messi imperïali. Il sole ridea calando dietro il Resegone. Con questo passaggio conclusivo del poema Il Parlamento di Giosuè Carducci vogliamo ricordare il celeberrimo Giuramento di Pontida del 7 aprile 1167. Il testo originariamente intitolato “La battaglia di Legnano” fu scritto da Carducci per la ricorrenza del settimo centenario della battaglia di Legnano. Su questo evento si sono scritti negli anni, da ogni parte, fiumi di inchiostro e sono presenti diverse monografie e saggi storici sul tema. Ogni anno è ormai un'abitudine rievocare questo evento che vide i rappresentanti delle città lombarde allearsi contro un comune nemico, l’imperatore Federico Barbarossa, oppressore delle libertà comunali. Oggi questa ricorrenza rappresenta per noi lo spono per continuare nella strada verso l'Autonomia della Lombardia, come anche delle altre regioni, per ottenere e vedersi riconosciuto quello che, oltre 855 anni, fa chiedevano i Comuni della pianura padana. Per noi è bello pensare che un giorno di primavera di oltre otto secoli fa un manipolo di uomini coraggiosi decise di unirsi per mettere la parola “fine” allo sfruttamento e alle prepotenze di cui erano vittime. In questo senso, forse - e indipendentemente dalla veridicità storica dell’episodio - Pontida e la Lega Lombarda possono ancora insegnare qualcosa ai Lombardi di oggi: fin tanto che essi rimasero uniti, non vi fu mai nemico abbastanza potente in grado di opporsi alle loro forze. Una curiosità sul testo di Carducci: il sole (Ridea) splendeva tramontando dietro il Resegone si tratta di un errore geografico, perchè il Resegone si trova a nord-est di Milano. Carducci fu informato dell'errore ma non si preoccupò di correggerlo.

  • La lingua lombarda esiste! Appello al ripensamento

    La lingua lombarda esiste e, se non fosse che le nostre orecchie la sentono nei bar, nei circolini, fra le donnette fuori dalle chiese insomma ovunque, a ricordarlo -anzi a confermalo- c’è proprio la legge regionale della Lombardia 25/2016 che la istituisce e tutela. E ancora, ci viene a supporto l’UNESCO, che la censisce e cataloga come lingua regionale d’Europa (codice ISO 639-3 lmo e riportata da Glottolog con codice lomb1257). Le dichiarazioni dell’assessore Galli, nonché la sua proposta di legge (è proposta, c’è il tempo per redimersi) sono un passo indietro rispetto a quanto già esiste. Dire “esistono lingue lombarde” va bene, allora rafforziamo questa indicazione, non cancelliamo con un colpo di spugna l’esistente. C’è già, che resti! Facciamo un appello all’Assessore Galli, ai consiglieri regionali della Lega (sappiamo orsù che sono i più sensibili al tema), ai consiglieri della maggioranza di questa Regione e perché no anche a quelli di minoranza, affinché l’attuale dicitura della legge 25/2016 sulla lingua lombarda rimanga tale. Il futuro è nulla senza la tutela del nostro passato e delle magnifiche diversità che arricchiscono davvero la nostra splendida Lombardia.

  • Autonomia, tavolo tra il Ministro Gelmini e i leghisti Salvini-Fontana-Zaia

    25 febbraio 2022 - Vertice a Roma sul progetto per l’autonomia differenziata con i presidenti di Veneto e Lombardia Luca Zaia e Attilio Fontana, il segretario federale della Lega Matteo Salvini, la ministra per le regioni Mariastella Gelmini. «Il principio rimane sempre lo stesso: siamo disponibili a ragionare però solo se si tratta di autonomia vera. Quindi, ci saranno ancora degli approfondimenti da fare nei prossimi giorni e nelle prossime settimane con la speranza che, alla fine, ci possa essere un documento che tuteli le istanze portate avanti congiuntamente dalle Regioni»: così Zaia commenta al termine l'esito dell'incontro. Una nota della Lega parla di «clima costruttivo» e anticipa che il tema sarà affrontato anche con il Presidente del Consiglio Mario Draghi. A breve, il ministro Gelmini aggiornerà anche il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. fonte: Il mattino di Padova

  • CECCHETTI (LEGA): "COMPLETIAMO ITER ENTRO FINE LEGISLATURA"

    CECCHETTI (LEGA): "COMPLETIAMO ITER ENTRO FINE LEGISLATURA" 18 FEB - "Sull’autonomia non si perda altro tempo. Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna stanno accelerando sulla ripresa del percorso istituzionale per l’autonomia differenziata. Bene che le tre Regioni si vogliamo impegnare a condividere uno schema comune di intesa da sottoporre al Governo. A questo punto non si perda altro tempo e si concluda l’iter istituzionale dell’autonomia differenziata entro la fine di questa legislatura." Lo dichiara l'on. Fabrizio Cecchetti, vice capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati e coordinatore della Lega Lombarda - Salvini Premier.

  • AUTONOMIA, Salvini riapre il dossier. “Approvarla entro fine legislatura”

    «Ho parlato con i presidenti Zaia e Fontana di autonomia, un dossier chiesto ormai a gran voce da tutte le Regioni. Penso che possa essere giunto a buon punto, ne ho parlato con Gelmini, ne parlerò con Draghi», avendo in vista l’obiettivo di approvarla «entro la fine della legislatura» così Matteo Salvini sull’autonomia pronunciate nel corso di un intervento di martedì 8 febbraio a Radio Libertà.