S. B. Galli: Regionalismo differenziato rappresenta opportunità per intero Paese.

Regionalismo differenziato rappresenta opportunità per intero Paese. A dirlo è l’Assessore all’Autonomia e Cultura di Regione Lombardia Stefano Bruno Galli


“Non è questo il modo di condurre e sviluppare il dibattito su un tema così importante come quello del regionalismo differenziato e dell’autonomia anche della Lombardia. Non si può alimentare una discussione pubblica facendo leva su argomenti del tutto infondati”. Lo afferma Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e alla Cultura della Regione Lombardia, intervenendo nel dibattito sull’Autonomia dopo il ‘question time‘ di mercoledì 15 giugno alla Camera.


Strumentalizzazione e confusione


“Si stanno strumentalizzando, confondendo e mischiando ad arte dei concetti importanti – prosegue Galli – per generare polveroni inutili e buttare la palla in tribuna. La realtà delle cose è un’altra. Il regionalismo differenziato rappresenta invece un’opportunità per l’intero Paese. Innovazione istituzionale, efficienza e responsabilità: solo così, con l’autonomia differenziata, il sistema si dimostrerebbe dinamico e moderno, capace di adattarsi al mutamento in atto, pena l’esclusione dalla storia”.


Non è una secessione dei ricchi


“Non è la secessione dei ricchi, che nessuno vuole. Tutti – aggiunge l’assessore all’Autonomia – vogliamo la più rapida determinazione dei fabbisogni standard e dei LEP. Ma sono 13 anni che aspettiamo. E non possiamo neppure continuare a frustrare le istanze di territori interi e di milioni di cittadini che si sono già espressi, ormai quasi cinque anni fa, con una procedura democratica e partecipativa, quale il referendum consultivo territoriale del 22 ottobre 2017 in Lombardia e Veneto”.


Autonomia e regionalismo differenziato della Lombardia


“Definire l’autonomia, per altro costituzionalmente garantita – conclude l’assessore Stefano Bruno Galli – come la secessione dei ricchi significa negare il cambiamento e l’innovazione, alimentare le paure e tradire lo stesso spirito costituzionale. Dire che la spesa storica avvantaggerebbe le regioni del Nord è del tutto privo di fondamento scientifico. E ciò perché la spesa storica ha sempre premiato chi spendeva di più e peggio, non certo le Regioni più virtuose e più efficienti. L’auspicio è che il dibattito sull’autonomia abbandoni le strumentalizzazioni ideologiche e rientri nei binari della serietà e della competenza. Senza inutili proclami demagogici. Sarebbe anche ora”.

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