La città in Brasile dove si parla lombardo

Botuverà, dove la lingua locale è il bergamasco


 

C’è una città in Brasile, nello Stato di Santa Catarina, ubicata nell’entroterra della costa atlantica, un migliaio di chilometri a sud di San Paolo, dove la lingua locale è il bergamasco.

Si tratta della città di Botuverà, meno di cinquemila abitanti, fondata nel 1876 da immigrati provenienti dalla zona della pianura bergamasca, tra Treviglio e Crema.

Il paese nacque a seguito dell’immigrazione di 33 famiglie bergamasche, che risalirono il fiume Itajaí-Mirim, nello stato del Santa Catarina. Secondo gli archivi i loro cognomi erano: Bosio, Bonomini, Pedrini, Molinari, Tirloni, Aloni, Gianesini, Betinelli, Raimondi, Rampelotti, Dognini, Morelli, Tomio, Maestri e Comandolli. La terra dove scelsero di fermarsi fu chiamata inizialmente “Porto Franco”, in seguito Botuverà, ossia “pietra preziosa” o da altre interpretazioni “montagne brillanti” dalla lingua indio.


Qui, grazie al relativo isolamento di cui gode l’area, gli abitanti del luogo hanno mantenuto vivo il bergamasco come lingua locale.


“Un popolo che non valorizza la propria tradizione e la propria storia, è un popolo senza futuro”

Ogni anno, a Botuverà, si svolge la “Festa Bergamasca”, dove si celebrano le radici orobiche dei fondatori, con canti popolari, danze tradizionali e si consumano pietanze che fanno sembrare le tavolate brasiliane una trattoria di Caravaggio.

Si tiene, inoltre, il concorso Miss Bergamasca, in cui le concorrenti indossano gli abiti tradizionali.

Nelle interviste reperibili online dei rappresentanti della gente di Botuverà, si può trovare, abbastanza ricorrente, questa affermazione: “Un popolo che non valorizza la propria tradizione e la propria storia, è un popolo senza futuro”

Come non essere d'accordo con questa frase?


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